Parola che abbraccia

5ª  Domenica di Quaresima - "Dal giudizio alla misericordia"
Anno C - (Gv 8, 1-11)
di don Marco Giordano*

 

Il passaggio dalla misericordia del padre che accoglie quel figlio che aveva sbagliato e che per molto tempo era stato lontano da lui, alla durezza degli uomini che pongono al centro questa donna per giudicarla e condannarla, è drastico. Quanta differenza c’è tra il nostro modo di vedere e quello di Dio!

Peraltro, il pretesto utilizzato per condannare questa donna è la legge di Mosè, ma dimenticano che Mosè è innanzitutto colui che, davanti alle accuse di Dio a un popolo che si era pervertito, chiedeva che fosse risparmiato, sentiva di camminare egli stesso insieme alla nazione di cui era guida.

Ora, invece, la prima preoccupazione degli scribi e dei farisei è quella di troncare il futuro di questa donna, non darle alcuna nuova possibilità. Gesù coglie l’occasione per non farli sentire diversi dalla donna, vulnerabili e potenzialmente peccatori essi stessi.

Screditare l’altro può farci sentire forti, infonderci le sicurezze che in noi non abbiamo, ma è una sensazione passeggera, mentre il giudizio che lascio cadere sull’altro, resta.

Confidiamo in colui che allontana le nostre colpe “come dista oriente da occidente”, e parte da un presupposto: “nessuno ti ha condannata”.

 

*Assistente diocesano del Settore Giovani di Ac