4ª domenica di Quaresima - Domenica LAETARE
anno C - (Lc 15, 1-3.11-32)
di don Lucio Greco*
Scegliamo 2 parole per caratterizzare la Liturgia della Parola della IV Domenica di Quaresima: festa e ritorno. Si intrecciano nel corso di una Parola ispirata, proclamata ad alta voce e accolta come dono, che può riempire il cuore e ristora la fatica di un’intera settimana.
FESTA. Non è mai un termine scontato. Ha bisogno di un’idea iniziale, di precisi preparativi, di uno svolgimento. Così l’occasione che ha motivato la festa lascerà sicuramente il segno. La Festa è la cornice privilegiata di questa Domenica di Quaresima, detta anche della Gioia.
Nella Prima Lettura è la Festa di Pasqua, celebrata con il ritorno nella Terra promessa, che porta al compimento del lungo cammino di liberazione dalla schiavitù in Egitto. Il Popolo ritrova la gioia di una grande famiglia in festa. La Promessa divina ridiventa Terra e gli esuli riscoprono la loro figliolanza verso il Dio sempre fedele.
Nel brano del Vangelo di Luca un’altra festa, attesa da tempo da un Padre che sa amare come una madre. La festa per il ritorno del Figlio minore, reso schiavo da una falsa libertà, è un evento inaspettato, quasi improvvisato, ma con le migliori caratteristiche. Diventa una festa per tutti, nella quale si intravvede l’amore di Dio che sa sempre attendere e largamente perdona. E mette in conto anche l’immatura resistenza di un Figlio maggiore, troppo ripiegato su se stesso e incapace di rendersi conto di un amore paterno che coinvolge anche lui.
RITORNO. Nella prima Lettura prepara la ri-conquista della Terra dei Padri, dopo una lunghissima lontananza forzata, che non fa perdere le tracce delle origini e conserva una debole memoria della Promessa divina. Anche nel Vangelo si sottolinea l’esperienza del ritorno di entrambi i figli, ma da prospettive diverse e con esiti opposti. La Seconda Lettura fa diventare l’esperienza del ritorno un invito a lasciarsi riconciliare con Dio, facendo intravvedere che Dio è sempre all’opera, instancabile nell’attesa e insuperabile nel perdono.
*Assistente diocesano Unitario di Ac